Ottenere dati di mercato affidabili appare il più delle volte molto difficile. Avere dati aggiornati sembra un privilegio riservato alle grandi aziende. In realtà esistono numerose fonti secondarie di informazione che vanno sfruttate ma anche trovate.

Le fonti di informazione secondarie si riferiscono a informazioni raccolte prima che l’impresa decidesse di analizzare il mercato (o un suo aspetto) e per un altro scopo. Si dividono a loro volta in informazioni interne ed esterne – da S. G. Scarso e L. Squadrilli, Marketing del gusto, Edizioni LSWR, 2015

Le informazioni interne possono invece essere rappresentate ad esempio dai dati di vendita dell’azienda o dalle statistiche di Facebook; le informazioni esterne vengono raccolte da organismi esterni (testate, enti che si occupano di promozione o di statistica). Le fonti di informazione secondarie si distinguono da quelle primarie perché queste ultime vengono raccolte direttamente dall’azienda o da un’agenzia a cui questa si rivolge, avendo come obiettivo finale l’ottenimento di dati su un argomento specifico che interessa all’azienda. Le fonti di informazione secondarie possono quindi offrire un ottimo punto di partenza. A volte possono bastare già solo quelle, a volte si può partire da lì per proseguire con indagini più dettagliate e fonti di informazioni primarie.

Un esempio di fonte di informazione secondaria esterna che vi segnaliamo oggi è dato dal Report realizzato da ISMEA nel 2015 e pubblicato qualche settimana fa sul loro sito – trovate la versione completa e quella sintetica a questa pagina. È un’analisi realizzata a cavallo del 2014 e 2015 e pensata con particolare attenzione alle cooperative medie e piccole del settore agroalimentare. All’interno, tuttavia, ed è il motivo per cui abbiamo pensato di segnalarvi il report, si fa anche una panoramica di alcuni mercati europei (Danimarca, Francia, Romania) ed extraeuropei (Australia, Sud Africa, Canada, Stati Uniti, India, Cina, Giappone, Brasile, Corea del Sud). Sono tutti mercati con grandi potenzialità per il nostro settore agroalimentare e così quest’analisi può essere d’interesse per tutte le aziende che operano nel settore, cooperative e non. Per ogni paese è prevista infatti una scheda sintetica di presentazione oltre a un’analisi dell’export, dei canali commerciali, dei supporti all’export e delle tendenze dei consumatori in quel paese specifico.

Si scopre così, ad esempio, che:

  • In Australia il packaging ha acquisito un’importanza crescente in questi anni in termini di informazioni sul prodotto che può offrire, mentre al tempo stesso si va alleggerendo (coerentemente con l’attenzione alla sostenibilità che si sta diffondendo in gran parte del globo)
  • Le dinamiche dei consumi in Sud Africa sono caratterizzate ultimamente dall’incremento del reddito medio, con crescente attenzione ai prodotti di marca, dall’urbanizzazione crescente e da una popolazione in media molto giovane
  • In Canada cresce il numero di persone che prestano attenzione alle etichette, agli ingredienti, agli apporti calorici, e infatti nel packaging si utilizzano sempre più informazioni che «enfatizzano le caratteristiche positive come bassa presenza di grassi, additivi e conservanti, allergeni, zuccheri; utilizzo di prodotti naturali, presenza di alto contenuto vitaminico».

E così via, per tutti i paesi menzionati sopra.
Buona lettura e buono studio!

Written by Slawka G. Scarso